Avere un backup non dimostra che l’impresa riuscirà a riprendere il lavoro dopo una perdita di dati. La copia deve essere disponibile, integra e utilizzabile con gli strumenti necessari. La verifica riguarda quindi il ripristino, oltre alla registrazione del salvataggio.

Il NIST ha pubblicato una guida per i fornitori di servizi sulla conduzione, manutenzione e prova dei backup. Il riferimento suggerisce una domanda operativa: qualcuno ha verificato che i file possano essere recuperati nelle condizioni previste? Il solo messaggio di esecuzione completata non risponde a questa domanda.

Propongo di identificare dati essenziali, responsabile e tempo accettabile di interruzione. Un esempio ipotetico è un archivio clienti recuperabile soltanto da un account non più accessibile. La copia esiste, ma il percorso necessario per utilizzarla è incompleto.

Una prova dovrebbe essere circoscritta e svolta senza compromettere i dati di lavoro, con assistenza competente quando necessaria. Occorre registrare ciò che manca e correggere il processo. Anche la separazione delle copie dal sistema originario va progettata secondo il contesto. Il risultato atteso è una capacità di recupero verificata, mantenuta aggiornata quando cambiano applicazioni, dati e persone responsabili.

Fonti di approfondimento