Michele Argenziano abbraccia sua madre davanti al tramonto
Alfonsina Costanzo e Michele Argenziano, ritratto a matita
Alfonsina Costanzo e Michele Argenziano davanti al tramonto

Il senso di
ogni cosa.

Si dice che ogni persona ha il suo supereroe o la sua eroina. La mia è mia madre. La persona che ha dato un significato alla mia esistenza.

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Quando il mondo sembrava troppo grande è stata il mio rifugio, quando le difficoltà sembravano insormontabili la mia forza. Quando non riuscivo a comprendere che strada percorrere, la luce che mi ha indicato il cammino. Nella sua voce ho sempre trovato conforto, nei suoi sacrifici ho trovato amore, nei suoi silenzi ho trovato comprensione. Ha dedicato la sua vita a costruire la nostra, anteponendo a tutto e tutti le nostre necessità, che per lei sono sempre state doveri imprescindibili.

Ci sono insegnamenti che si imparano sui libri e altri che si apprendono osservando una persona straordinaria.

Da lei ho imparato il valore della dignità, del coraggio, della gentilezza e della perseveranza. Ho imparato che l’amore vero non si misura nelle parole, ma nella presenza costante, nella disponibilità, nell’apprensione e nei gesti di tutti i giorni, o nelle rinunce silenziose che nessuno vede.

Michele Argenziano con sua madre e un familiare
La persona che ha dato significato alla mia esistenza.

Se oggi sono quello che sono lo devo solo a lei. Alle sue mani che mi hanno sostenuto quando cadevo.

Ha sempre creduto in me anche più di me stesso, anche quando sembrava impossibile ed ha sempre avuto una visione magica e magnifica di tutto quello che sarebbe accaduto. Mi ha regalato una vita meravigliosa, piena di tutto, in termini affettivi, morali, educativi e materiali e non esisteranno mai parole per ringraziarla davvero: come si potrebbe racchiudere in un discorso una vita intera di amore? Come si potrebbe descrivere appieno una persona che è stata casa, famiglia, protezione e speranza?

Tra le pagine di questo sito web, troverete ogni progetto dedicato a lei. Non perché le altre persone della mia vita non meritino gratitudine, affetto o riconoscenza, ma perché lei occupa un posto che nessun altro potrà mai occupare.

Alfonsina con Michele e Francesco Antonio da bambini, ritratto a matita
03 · La radice

Posso solo dire che se ho imparato a riconoscere il bene lo devo a lei, perché proprio in lei l’ho visto per la prima volta. Lei non è solo mia madre: è la radice da cui provengo, la forza che mi sostiene e il ricordo più bello che porterò per sempre nel cuore.

In altre parole, il senso di ogni cosa.