Taccuino personale

Pensieri
in margine.

Appunti, aforismi e riflessioni da aprire con calma, come pagine conservate nel tempo.

07 note raccolte

Indice

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01
Riflessione

Aforisma di vita

“Non c’è speranza nell’uomo se non nell’amore che uccide l’odio, nella carità che uccide cupidigie, e rancori, e ingiustizie.

I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza né dal potere, ma dal piacere di donare.

La morte è misera, un rimorso per chi non ha saputo aprirsi, in vita, alla compassione.”

Fabrizio De André

02
Aforismi

Aforismi latini

Carpe diem (“Cogli l’attimo”): da Orazio, un invito a vivere il presente e apprezzare ogni momento.

Memento mori (“Ricordati che devi morire”): un promemoria stoico sull’umiltà e sulla natura transitoria della vita.

Faber est suae quisque fortunae (“Ciascuno è artefice della propria sorte”): attribuita a Sallustio, sottolinea l’importanza della responsabilità personale.

Omnia vincit amor (“L’amore vince su tutto”).

Amicus certus in re incerta cernitur (“Un amico sicuro si riconosce nel momento del bisogno”): dal proverbiale Cicerone, un’ode alla vera amicizia.

Ad maiora (“Verso cose maggiori”): formula augurale classica, molto diffusa per celebrare un traguardo o un nuovo percorso.

Per aspera ad astra (“Attraverso le asperità sino alle stelle”): esorta a non arrendersi alle difficoltà, perché portano al successo.

Errare humanum est (“Errare è umano”): sottolinea che sbagliare è naturale, ma perseverare nell’errore è diabolico (perseverare autem diabolicum).

“Omnia mutantur, nihil interit.” — Ovidio

03
Pensiero

Pensiero del 13 marzo 2026

Dopo il lungo viaggio, il mondo si è fermato in un unico e immenso abbraccio.

In quel bacio infinito non c’era più la strada, l’attesa o la paura, ma solo il respiro di chi finalmente si è riconosciuto.

Non è stato un semplice incontro, ma il momento esatto in cui due anime hanno deciso di non lasciarsi mai più.

Perché certi amori arrivano da lontano solo per insegnarci che “casa” è dove qualcuno ti stringe così forte da riuscire a ricomporre ogni frammento.

Firenze, 13 marzo 2026

04
Pensiero

Pensiero del 28 maggio 2026

Ci sono rapporti che sappiamo benissimo che vanno lasciati nel passato, perché ci hanno fatto stare male.

Eppure, a volte, i pensieri ci riportano lì, a quei momenti “incontaminati”, dove il cuore era libero di sentire e la mente di non pensare.

E tutto era perfetto per noi.

E così restiamo “attaccati” a quei momenti, sottovalutando tutto il resto, ed è lì che si fa strada in noi quell’insensata voglia di riviverli e di non lasciarli andare, forse perché un po’ temiamo che non ci capiteranno più.

Voglio dirti che ti capisco, ma allo stesso tempo di avere fiducia nel tuo presente e nella vita.

Ugualmente credo che la nostalgia sia un regalo, perché vuol dire che abbiamo vissuto davvero e intensamente.

Arriverà per te qualcosa di nuovo, qualcosa di fresco e pulito, qualcosa che non lascerà ferite e non ti chiederà nient’altro che essere te stesso o te stessa.

È bello ricordare, ma non ti dimenticare di tornare a vivere, qui, adesso e magari quello che vivrai poi, sarà più vero e più bello.

Dalla tua parte hai nuove consapevolezze, ti sembra poco?

Ricorda che l’amore è un sentimento e il bello dei sentimenti è che non sono legati in eterno a delle determinate persone: hanno dei nodi fantastici che però, col tempo e la volontà, si recidono come fossero lacci su scarpe con gli strappi.

Chiunque tu sia, abbi cura di te.

La felicità torna sempre con meravigliosi secondi tempi che tutti meritiamo di vivere.

Ti abbraccio.

Dottor Michele

05
Pensiero

Pensiero del 6 ottobre 2026, ore 04:10

Occorre tracciare una distinzione profonda fra la legge, le regole morali e la gentilezza: tre dimensioni della convivenza umana che, pur incontrandosi, non sempre procedono concordi. La legge stabilisce ciò che è consentito; la morale interroga ciò che è giusto; la gentilezza dà forma al modo in cui ci rivolgiamo agli altri.

Quanto è lecito non è, per ciò soltanto, riguardoso. E quanto riteniamo moralmente doveroso può essere richiesto con una durezza che ne compromette l’accoglimento. La gentilezza diviene allora il principio di congiunzione: rende possibile quell’incontro che né il diritto né la coscienza, da soli, riescono sempre a compiere.

Si consideri un esempio semplice. Supponiamo che, in una determinata circostanza, le disposizioni applicabili consentano di ascoltare musica sino a mezzanotte. Nello stesso palazzo, tuttavia, vive un’anziana signora che desidera riposare già alle ventuno. La facoltà di proseguire non esaurisce la questione: accanto al limite posto dalla norma sorge il riguardo suggerito dalla coscienza.

Se la signora domanda con garbo di abbassare il volume, e chi ascolta acconsente, la gentilezza incontra la sensibilità morale. Si rinuncia spontaneamente a una parte della propria libertà per custodire la quiete altrui. La legge rimane sullo sfondo; a governare il rapporto è la considerazione reciproca.

Gentilezza + regole morali ≠ legge

Questa prima equazione esprime una scelta che nasce dal riguardo e oltrepassa quanto la legge esige: si abbassa la musica perché si riconosce il bisogno dell’altro, senza attendere che una norma lo imponga.

Se, invece, quella stessa richiesta assume la forma dell’arroganza o dell’intimazione, può suscitare una reazione opposta: chi avrebbe accolto una preghiera si irrigidisce nella difesa del proprio diritto e invoca il confine della legge. Può persino rispondere con modi cortesi, mantenendo tuttavia ferma la propria facoltà di proseguire.

Gentilezza + legge ≠ regole morali

Questa seconda equazione descrive una condotta formalmente educata e giuridicamente consentita, nella quale viene meno l’adesione spontanea al bisogno altrui. La cortesia della risposta e il rispetto della norma, da soli, non assicurano la premura morale.

L’assenza di gentilezza non cancella il dovere morale, ma può spezzare il legame attraverso il quale esso viene riconosciuto e accolto. Il bisogno dell’altro resta identico; muta la nostra disposizione ad ascoltarlo.

È qui che si manifesta la forza discreta della gentilezza: essa sa ottenere dalla libertà ciò che l’imposizione spesso non riesce a ottenere dall’obbedienza. Dove la legge delimita e la morale orienta, la gentilezza avvicina.

La maturità della convivenza si rivela dunque nella capacità di domandarsi, oltre a «che cosa mi è consentito?», anche «quale riguardo devo a chi mi vive accanto?». E nella consapevolezza che persino una richiesta giusta trova nel garbo la sua espressione più persuasiva.

06
Firenze, 21/V/2026

Per la mia mamma

Ti auguro di continuare a vivere una vita piena di felicità, euforia, emozioni e soddisfazioni... le stesse che tu mi hai sempre riservato.

Non riuscirò mai abbastanza a ringraziarti per avermi regalato una vita meravigliosa, piena di tutto, in termini affettivi, morali, educativi e materiali.

Sei stata la prima a credere nei miei sogni e l’unica ad aiutarmi a realizzarli.

Hai sempre anteposto a tutto e tutti le nostre esigenze, che, per te, sono sempre state doveri imprescindibili.

Hai dato amore senza chiedere mai niente, con un cuore grande e sempre presente.

Sai amore mio... il tempo ha trasformato mari in oceani ma anche in deserti.

È sempre stata la tua paura più grande che mi dimenticassi dei tuoi insegnamenti e dell’educazione che mi hai trasmesso e, come vedi, almeno in questo, provo e mi impegno quotidianamente per non darti questo dispiacere.

Purtroppo, però, non possiamo sapere se mai il destino ci trasformerà in oceani o deserti.

Fino a quando però avrò un tempo, io innaffierò le tue radici e proteggerò i tuoi colori perché tu sei e sarai per sempre la mia meravigliosa mamma.

07
Lettera

Estratto dalla lettera ad Edoardo

…ma sai bene che, nella vita, “ogni testa è tribunale” e che, al di là di ciò che possa essere considerato giusto o sbagliato, alla fine resta soltanto ciò che il tempo ha lasciato dietro di sé…