Trasferire dati da un sistema a un altro non consiste soltanto nel copiare file. Campi, codici e relazioni possono avere significati differenti. Un’importazione completata può quindi lasciare errori che emergono soltanto quando le persone riprendono a lavorare.

Propongo di descrivere quali informazioni devono passare e come verranno confrontate. Conteggi, totali e controlli su casi rappresentativi aiutano a riconoscere differenze. Un numero uguale di record non dimostra che ogni contenuto sia stato trasferito correttamente.

Un esempio ipotetico è un archivio prodotti nel quale il nuovo sistema interpreta diversamente le varianti. La descrizione del modello può restare visibile, mentre il legame con taglia e colore cambia. La verifica dovrebbe quindi seguire un’attività reale, come preparare un ordine con quelle informazioni.

Il passaggio richiede anche un piano per il periodo di transizione: chi può modificare i dati, quando viene presa la copia e come vengono gestite le attività successive. Propongo di conservare un percorso di recupero e le evidenze dei controlli, con supporto competente. La migrazione è conclusa quando i dati permettono di svolgere il lavoro previsto, insieme alla formazione necessaria per utilizzare correttamente il nuovo sistema.