Quando un progetto ha assorbito molte risorse, interromperlo può sembrare una perdita ulteriore. Tuttavia, le spese ormai non recuperabili non cambiano il confronto tra le alternative future. La valutazione dovrebbe partire da ciò che ciascuna scelta richiederà e potrà produrre da oggi.

In un esempio ipotetico, un software acquistato necessita di altro lavoro per diventare utilizzabile. Continuare può essere ragionevole se i benefici attesi superano costi e rischi aggiuntivi. Il solo desiderio di giustificare l’acquisto precedente non dimostra questa convenienza.

Occorre distinguere le spese irreversibili dalle risorse ancora recuperabili. Un bene rivendibile, un contratto modificabile o un lavoro riutilizzabile possono incidere sul confronto. Anche obblighi già assunti e conseguenze dell’interruzione devono essere considerati sulla base delle condizioni effettive.

Propongo di presentare le alternative con la stessa data di partenza, separando costi passati e conseguenze future. Questo non cancella la responsabilità delle decisioni precedenti: permette di valutarle in un momento distinto. La scelta corrente dovrebbe utilizzare le informazioni disponibili per limitare perdite ulteriori o recuperare valore, senza essere guidata soltanto dalla difficoltà di riconoscere un progetto che non sta funzionando.