Alla fine di una stagione, i prodotti rimasti possono suggerire dove l’assortimento non ha incontrato la domanda. Il dato va però interpretato: una consegna tardiva, una taglia sbilanciata o una presentazione poco chiara possono produrre risultati diversi da una scelta di modello non adatta.
Propongo di ricostruire per le categorie rilevanti quantità iniziali, periodo di disponibilità e vendite a condizioni differenti. Il totale finale può nascondere margini molto diversi tra prodotti venduti subito e prodotti usciti soltanto dopo riduzioni di prezzo.
Un esempio ipotetico è un modello che vende bene in due colori e resta in un terzo. Ridurre indiscriminatamente l’ordine successivo potrebbe penalizzare anche le varianti richieste. Occorre riconoscere il livello al quale il problema si è manifestato.
La revisione dovrebbe produrre poche decisioni utilizzabili: quantità da adattare, informazioni da raccogliere o forniture da riesaminare. Anche gli errori di previsione vanno letti con le informazioni disponibili al momento dell’acquisto. Il risultato finale non dimostra che una scelta fosse irragionevole quando è stata presa. L’apprendimento consiste nel migliorare le ipotesi future, mantenendo visibili le condizioni che hanno influenzato l’esito della stagione.
