L’intelligenza artificiale può entrare in un’impresa attraverso compiti molto diversi. Preparare una prima sintesi, classificare documenti e suggerire risposte richiedono livelli differenti di controllo. Prima di scegliere uno strumento, occorre definire quale attività si vuole migliorare.
Una proposta pratica è iniziare con un compito circoscritto e reversibile. Per esempio, un sistema può aiutare a preparare una bozza di risposta a una richiesta frequente, lasciando a una persona la verifica prima dell’invio. Il risultato va valutato anche per correttezza e utilità, oltre che per velocità.
Il confronto dovrebbe includere il tempo necessario a controllare e correggere l’output. Un testo prodotto rapidamente può richiedere una revisione lunga se contiene informazioni inesatte. È utile raccogliere errori ricorrenti e casi nei quali il sistema non dispone dei dati necessari.
Occorre inoltre stabilire quali informazioni possono essere utilizzate nello strumento, chi può accedervi e come vengono gestite. Queste scelte dipendono dalle caratteristiche del servizio e dal contesto dell’impresa: non possono essere risolte da una generica dichiarazione di affidabilità.
La ricerca OECD sulla trasformazione digitale delle PMI richiama il ruolo delle competenze nell’adozione delle tecnologie. Nel progetto proposto, la formazione serve a capire quando accettare una proposta, quando correggerla e quando interrompere il processo. L’adozione ha senso quando migliora un risultato concreto senza spostare costi e problemi su chi deve controllarlo.
