Un testo prodotto dall’intelligenza artificiale può risultare convincente anche quando contiene un riferimento inesatto. La verifica dovrebbe concentrarsi sugli elementi che il lettore potrebbe interpretare come fatti: nomi, date, cifre, fonti e descrizioni di obblighi.

Propongo di separare revisione dello stile e controllo del contenuto. Un collegamento va aperto e confrontato con la frase che dovrebbe sostenere. L’esistenza della fonte non dimostra che quella specifica affermazione vi sia contenuta. Anche citazioni e titoli possono richiedere una verifica diretta.

Un esempio ipotetico è una sintesi che trasforma una previsione in un risultato già avvenuto. Il controllo deve recuperare periodo e grado di incertezza, oltre al numero. Nei testi sensibili, la competenza del revisore e l’accesso alle fonti sono condizioni importanti.

Il NIST AI Risk Management Framework propone un riferimento volontario per la gestione dei rischi dell’AI. Qui la procedura editoriale è una proposta operativa: classificare affermazioni, verificare quelle materiali e correggere il testo prima dell’utilizzo. Se un’informazione non può essere confermata, occorre modificarla o renderne chiaro il limite. Il risultato desiderato è un contenuto verificabile, la cui qualità non dipenda soltanto dalla fluidità della scrittura.

Fonti di approfondimento