← Tutti i libri
Copertina di Come mamma mi ha fatto
02 / 03

Romanzo semi-autobiografico

Come mamma mi ha fatto

Crescere significa imparare a riconoscersi.

IdentitàCrescitaLegami

Come mamma mi ha fatto è un romanzo semi-autobiografico che racconta la storia di un bambino e della sua fase di crescita, fino ad incorrere in un processo di adultizzazione precoce a causa di eventi, tendenze educative o sociali e aspettative che condizioneranno la sua vita e il suo sviluppo, e che imparerà a confrontarsi con la sua realtà più autentica; il protagonista scoprirà inoltre, nel corso della prima età adulta, di avere una malattia che ha caratterizzato e caratterizzerà tutti gli aspetti del suo essere, al quale non riusciva ad attribuire un motivo e delle cause precise, se non a volte delle colpe alla rigidità di un padre severo e rigoroso, nelle stupide credenze nel fato e nella sfortuna, o nel conflitto interiore di vivere una vita ingiusta.

Le persone che incontrerà nel corso del romanzo, le delusioni, le insoddisfazioni e la costante ambizione e voglia di crescere professionalmente, saranno costantemente correlate a delle profonde riflessioni, che partono dal principio e dall’intesa che ognuno di noi ha una sua visione personale sulle cose, che il concetto di “normalità” è soggettivo e soprattutto che non bisogna attribuire sempre agli altri le colpe e le mancanze nel vivere quotidiano.

Tra esperienze professionali complesse, passioni coltivate con determinazione e momenti di profonda introspezione, il protagonista scopre che la vera crescita non consiste nell’apparire diversi da ciò che si è, ma nell’accettarsi pienamente. Ogni errore, ogni scelta e ogni incontro contribuiscono a costruire una consapevolezza nuova, capace di trasformare le fragilità in punti di forza.

L’opera tratterà inoltre un tema particolarmente complesso per lo scrittore: quello dell’abbandono.

Perché per lui difficoltoso? Perché non riuscire ad accettare con facilità che una persona non abbia più far parte della propria vita e/o non ha mai avuto l’intenzione di farlo? Contorto, non tanto per gli aspetti egoistici o per il real bene che si vuole nei confronti del terzo, quanto per una sua contraddittorietà: lui, che ha sempre prediletto il concetto di “libertà”, che ha sempre invitato tutte le persone della propria vita a ricominciare quando stanche o arrivate al limite, che ha sempre fatto sua la canzone di Vasco Rossi, I soliti che dice “noi siamo liberi di volare, di sbagliare, di sognare, di non ritornare”, come può invece, in primis, legarsi così tanto a qualcuno o qualcosa senza fare suo l’insegnamento che dà agli altri?

Sul fondo della narrazione emergerà costantemente il legame con la figura materna, simbolo delle origini, dell’affetto incondizionato e della parte più sincera dell’essere umano. È proprio da questo legame che prende forma il titolo del romanzo: un invito a riconoscersi senza maschere, senza artifici e senza compromessi.

Con uno stile diretto e coinvolgente, Come mamma mi ha fatto accompagnerà il lettore in un percorso di crescita personale che attraversa temi universali come l’identità, il riscatto, l’ambizione, l’amore, la solitudine e la ricerca di sé stessi. Un racconto che dimostra come il coraggio più grande non sia diventare qualcuno di diverso, ma avere la forza di mostrarsi al mondo esattamente per ciò che si è: come mamma ci ha fatto.

02Il contesto

Prima del libro,
la sua storia.

Ho scritto questo libro quando avevo 13 anni. Ero un adolescente che si apprestava ad iniziare il primo anno di liceo classico ma, avevo dei malesseri interiori, che solo con la scrittura riuscivo ad esternare.

La bozza in PDF è stata per anni su un vecchio hard disk, a volte ripresa, riletta e corretta in alcune parti.

La difficoltà principale era quella di attribuire e scegliere un finale tra i due formulati, che mettevano in contrapposizione mente e cuore. Solo a 28 anni sono riuscito a trovare una “quadra”: non è stato semplice per me, c’erano ancora dei dolori interiori con cui dovevo far pace e dal quale dovevo trarre tutti altri insegnamenti.

Ho studiato molto gli aspetti psichiatrici della contrapposizione che vivevo nella scelta - quella di mente e cuore - e dopo aver letto molti testi, in particolare il saggio La natura dell’amore della dottoressa Donatella Marazziti, il primo a spiegare conoscenze attuali sull’amore, e in particolare sui processi biologici che stanno alla base dell’attrazione e dell’attaccamento che spiegano i diversi atteggiamenti di uomini e donne, sono riuscito a fare una preferenza che fosse condivisa in primis con me stesso.

Alla fine ho scelto la via della ragione, dell’evidenza scientifica, che mi spinge anche ad essere ateo da tutta la vita, nel capire che il cuore, come organo e da sempre considerato alla base umana del sentimento, non c’entra in realtà niente: è tutto comandato dalla nostra mente, come il resto di tutte le nostre emozioni, e le farfalle nello stomaco, l’euforia e la sensazione di felicità, non sono nient’altro che opera del cervello che rilascia sostanze come l’adrenalina, la serotonina, la dopamina e la noradrenalina.

È stato un finale più realistico, vicino a quella che è la vera vita, diverso magari dai classici “felici e contenti” che troviamo nei romanzi d’amore. Ma questo non credo voglia dire che sia meno intrigante e emozionante.

Per il resto, lascio a voi la decisione.

Finito di scrivere in una notte d’estate a Barcellona.

Dedicato a mia madre.