Un giovane vuole un parere su una conversazione e invia lo screenshot a molti amici.
Propongo di limitare la condivisione al necessario e, quando possibile, descrivere il problema senza dati identificativi. Nell’esempio, una persona affidabile può aiutare senza ricevere l’intera cronologia.
Chiedere sostegno è legittimo, ma la diffusione amplia il pubblico anche per l’altro interlocutore. Se occorre documentare minacce o abusi, serve invece un canale appropriato che protegga la prova e le persone coinvolte.
