Una proposta sostenuta da pochi soci può riguardare un’esigenza specifica che la maggioranza incontra raramente. Il numero dei sostenitori è un’informazione, ma non esaurisce il merito. L’esame organizzativo dovrebbe distinguere la diffusione del bisogno dalla sua gravità e dal costo di una possibile risposta.
Propongo un percorso riconoscibile per raccogliere la richiesta e restituire una valutazione. Servono condizioni osservabili e alternative realistiche. Le competenze degli organi e le procedure applicabili rimangono quelle della cooperativa; questo percorso riguarda la qualità della preparazione e della comunicazione.
Immaginiamo pochi soci con consegne particolarmente difficili per ragioni geografiche. Un servizio dedicato potrebbe essere troppo oneroso, mentre una diversa pianificazione potrebbe risultare praticabile. L’esame della situazione consente una risposta più precisa di un semplice conteggio delle adesioni.
Anche una risposta negativa dovrebbe spiegare il vincolo decisivo e quando potrebbe essere rivista. L’ICA include il controllo democratico tra i principi cooperativi. Sul piano operativo, ritengo utile preservare la possibilità di contribuire alla discussione anche quando la soluzione proposta non viene adottata.
