Una consultazione può aiutare a progettare un servizio quando chiede ai soci di valutare alternative comprensibili. Una domanda astratta sull’interesse per una nuova attività può ottenere risposte favorevoli senza chiarire disponibilità all’uso, frequenza e vincoli. Le preferenze vanno collegate a condizioni concrete.

Propongo di descrivere poche opzioni, indicando cosa comprendono e quale impegno richiedono. Occorre distinguere la consultazione dalle decisioni formali della cooperativa. La sua funzione organizzativa è raccogliere informazioni, senza attribuire alle risposte un significato deliberativo che non possiedono.

In un esempio ipotetico, un servizio di consulenza può essere richiesto individualmente oppure in incontri di gruppo. I soci potrebbero preferire formati diversi a seconda del problema. Una sola domanda sull’utilità della consulenza lascerebbe questa differenza invisibile.

Il risultato dovrebbe includere chi ha risposto e quali esigenze rimangono poco rappresentate. Un campione volontario può riflettere soprattutto i soci più interessati. La consultazione informa la progettazione quando conserva questi limiti e consente di spiegare come le risposte hanno influenzato la proposta.