Aggregare le previsioni dei soci può aiutare la pianificazione degli acquisti e della logistica. Il totale, però, può nascondere differenze di stagione e assortimento. La previsione comune dovrebbe mantenere abbastanza dettaglio da collegare le quantità alle condizioni nelle quali verranno effettivamente richieste.
Propongo di usare un orizzonte coerente e di distinguere ordini confermati da stime. Una previsione non deve essere trattata come un impegno se il rapporto non le attribuisce quel significato. I soci dovrebbero sapere come verranno utilizzate le informazioni e quando potranno aggiornarle.
Immaginiamo punti vendita con picchi di domanda in settimane differenti. Una media mensile può apparire stabile, mentre il magazzino comune deve affrontare concentrazioni settimanali. Il dettaglio temporale consente di preparare una capacità più aderente alla distribuzione delle richieste.
La verifica confronta previsioni e utilizzo, cercando cause riconoscibili degli scostamenti. Il sistema migliora quando la restituzione ai soci aiuta a correggere le stime successive. Una previsione condivisa serve alla cooperazione se rende più leggibili i vincoli, evitando una raccolta di dati priva di ritorno operativo.
