Una rete può avere servizi che sostengono il funzionamento comune e prestazioni richieste solo da alcuni soci. Distinguere queste funzioni aiuta nella progettazione economica. L’accesso e gli obblighi effettivi dipendono da statuto, accordi e regole applicabili, che questa distinzione organizzativa non sostituisce.

Propongo di descrivere chi utilizza il servizio, quale capacità deve essere mantenuta e quali risorse variano con la domanda. Un’attività disponibile per tutti può avere pochi utilizzi ma richiedere continuità. Una prestazione specifica può invece essere programmata in base alle richieste ricevute.

In un esempio ipotetico, un presidio per le emergenze informative ha una funzione diversa da una consulenza su un nuovo reparto. Valutare entrambi soltanto attraverso il numero delle richieste può rendere poco leggibile il motivo per cui le risorse vengono mantenute.

Il confronto dovrebbe spiegare criteri e conseguenze per i soci. Una classificazione utile rimane rivedibile quando cambia la funzione del servizio. L’obiettivo è discutere il suo ruolo nella rete e progettare una capacità coerente, senza dedurre automaticamente diritti o obblighi da una semplice etichetta gestionale.