Un ragazzo rilegge una frase condivisa da una conoscente e cerca indizi che lo riguardino.
Il repost, da solo, non identifica un destinatario. Nell’esempio ipotetico, ogni nuova consultazione aggiunge interpretazioni senza aggiungere fatti.
Propongo di distinguere il contenuto osservato dalla spiegazione immaginata e, se la relazione lo consente, formulare una domanda rispettosa. La difficoltà a interrompere questa ricerca non autorizza una diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo: contano durata, sofferenza e interferenza nella vita.
