Un insegnante vuole preparare un esercizio e inserisce nomi e informazioni personali degli alunni. Propongo di usare dati fittizi o minimizzati quando il compito non richiede identificazione.

Nell’esempio, una classe immaginaria permette di progettare l’attività. Per dati reali occorre seguire le procedure dell’istituto e coinvolgere chi è competente per la protezione dei dati.

La comodità dello strumento non dimostra necessità del trattamento. Prima di caricare un’informazione bisogna capire scopo, destinatari e condizioni del servizio.

Fonti di inquadramento