Un programma corregge immediatamente ogni passaggio e il docente vede soltanto la versione finale. Propongo di conservare, quando pertinente, alcuni tentativi iniziali per discutere il ragionamento.
Nell’esempio, un errore mostra quale concetto non sia ancora chiaro. L’obiettivo non è archiviare ogni difficoltà personale.
È evitare che la correzione automatica renda invisibile il percorso. Lo studente dovrebbe poter comprendere il motivo della modifica e usarlo in un compito successivo, anziché dipendere dalla correzione continua.
