Un servizio guida la compilazione ma non prevede una situazione reale. Propongo di offrire un percorso di assistenza senza obbligare a inserire informazioni inesatte.
Nell’esempio, una persona non trova la propria condizione tra le opzioni. L’automazione può semplificare casi comuni, ma deve riconoscere il limite.
Una scelta digitale inclusiva considera le eccezioni e consente correzioni. Il problema non deve essere trasferito all’utente come se la mancata corrispondenza dimostrasse incapacità di usare il servizio.
