Dopo un commento spiacevole, un giovane dice di essere sbagliato invece di dire di sentirsi ferito.
Nell’esempio ipotetico, la descrizione dell’emozione viene sostituita da un giudizio globale su sé stesso. Propongo una formulazione più circoscritta: che cosa è successo, che cosa ho provato e di che cosa ho bisogno adesso?
Nominare un’esperienza lascia spazio al cambiamento. Non serve usare un vocabolario diagnostico per ogni emozione, né negare la serietà di ciò che si sta vivendo.
